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IO E LA MIA DISLESSIA, tesi di maturità di Camilla Maccione

IO E LA MIA DISLESSIA, tesi di maturità di Camilla Maccione, studentessa dell’Istituto Statale d’Istruzione Secondaria Superiore Luigi Bazoli – Marco Polo
(Anno scolastico 2017 / 2018) e paziente del Centro Italiano Logopedia.

“Ho scelto come tema principale la mia dislessia perché in questi anni mi sono trovata ad affrontare molti ostacoli, a scontrarmi con molte persone per poter difendere i miei diritti e alcune volte ho dovuto scontrarmi anche con me stessa.
Ho dovuto sudare molto per arrivare fino a qui. Per questo ritengo che sia quasi dovuto portare lei, la mia dislessia come a dire: ” grazie a te io sono arrivata qui oggi, nonostante te io sono arrivata qui, oggi”. Ovviamente tengo a portare questo tema anche come ringraziamento a tutti coloro che mi hanno sempre sostenuta, aiutata e incoraggiata e anche come ringraziamento a me stessa per non aver mai mollato. E come mi ha sempre ripetuto mio padre: “…Pensa che per te è come se tu dovessi correre una maratona con uno zaino pesante sulle spalle, mentre gli altri corrono leggeri.”

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Il tuo bambino dorme poco o male? Scopri quali accorgimenti puoi adottare per rendergli il sonno più sereno

Come deve essere il sonno di un bambino secondo l’età

Alcune recenti ricerche sviluppate negli USA dimostrano che, prima del compimento dei sei mesi d’età, i piccoli hanno difficoltà a riconoscere giorno e notte. E’ compito degli adulti insegnare ai neonati i passaggi che contraddistinguono i momenti da dedicare alla veglia e i rituali da accompagnare alla nanna. Dai sei mesi ai due anni, di norma un infante dovrebbe dormire dieci ore filate di notte, in più dovrebbe riuscire a fare due pisolini (uno la mattina e uno il pomeriggio), anche se in realtà spesso il sonnellino della mattina, soprattutto se i bambini iniziano a frequentare un asilo nido, viene abbandonato intorno ai 13-14 mesi. In pochi casi viene abbandonato verso i 16-18 mesi, a volte questo porta a un anticipo del sonnellino pomeridiano. Tra i due e i quattro anni in genere viene abbandonato anche il sonnellino pomeridiano e la nanna diventa un’esclusiva della notte, o almeno così dovrebbe essere.

Quando si parla di disturbo del sonno e quali sono le cause?

Capita spesso che i risvegli notturni siano continui, come le innumerevoli volte che i genitori vengono svegliati, nei primi mesi per le poppate. Poi arrivano le coliche, a seguire c’è la dentizione, dopo i due anni le prime paure, dai due ai tre anni i risvegli possono dipendere dal fatto che si sta imparando a raggiungere il controllo sfinterico. Dopo i tre anni di età, se gli episodi appena elencati non sono stati ben affrontati, il rischio sarà che i figli dormano nel lettone abitualmente e, muovendosi molto senza avere lo spazio fisico per farlo, si sveglino. Questa routine può continuare fino ai sei o addirittura agli otto anni. Secondo alcuni studi, per una questione fisiologica del sonno, i risvegli notturni sono normali.

Ma perché alcuni bambini poi si riaddormentano da soli mentre altri richiedono l’attenzione dei genitori almeno due o più volte ogni notte? Nella maggior parte dei casi, i disturbi del sonno sono collegati al modo in cui il bambino è solito addormentarsi, o alle pratiche che vengono messe in atto durante i continui risvegli.

Quali sono le pratiche educative per un buon sonno ?

Riguardo a quali siano le pratiche educative migliori a rendere la notte il momento della nanna per tutti, ci sono varie scuole di pensiero riguardo. C’è chi consiglia di far piangere il neonato tutto il tempo, finché, sfinito, crolla. Chi invece sostiene di farlo addormentare in braccio, tenerlo nel lettone, prenderlo per mano, alzarsi continuamente per dare il ciuccio o il biberon assecondando ogni richiesta etc. etc.

Non esiste una regola assoluta che possa valere per tutti, ognuno è un essere unico. Ci sono certamente delle condizioni che aiutano i piccoli ad essere accompagnati in un momento tanto delicato come quello della nanna. Un esempio può essere creare fin dai primi mesi di vita una certa regolarità negli orari del riposo, mantenere le stesse abitudini prima di quei momenti creando dei veri e propri riti, aiutando in questo modo il piccolo a prevedere quello che accadrà. Dal punto di vista educativo non c’è nulla che rassicura un bambino più delle routine, questo senso di sicurezza gli permette di essere sereno, e la serenità concilia il sonno.

Quali sono gli accorgimenti per un clima pre-nanna?

Per aiutare il vostro bambino a entrare in un clima pre-nanna potete fare in modo di rendere i momenti prima di andare a letto tranquilli, rilassati, gradevoli, sereni. Fate sentire a vostro figlio, nei primi mesi il suono della vostra voce, parlategli in modo tranquillo, a bassa voce, cantate una ninna nanna, fategli delle coccole stando sul divano, o nel vostro angolo del relax se ne avete uno. Favorirete così uno stato di rilassamento. Poi, mettetelo nella sua culla ancora sveglio: è importante che si addormenti da solo, ed è consigliabile che associ il suo letto solo e unicamente al momento di dormire. A partire dall’anno di età potete leggere delle favole o dei piccoli libricini, verso i2/3 anni è possibile, prima della messa a letto, fare dei giochi tranquilli, come ad esempio dei puzzle, delle costruzioni, un disegno. Evitate di farli correre, saltare, giocare a palla, perché spesso si pensa che così si possano scaricare dalle tensioni e dormire più tranquillamente, e questo è vero, ma se queste proposte cariche di adrenalina vengono fatte troppo tardi in serata rischiano di produrre l’effetto opposto.

In ogni caso, e ad ogni età, cerchiamo qualcosa che, seguite le routine alle quali siete abituati prima della nanna, indichi con chiarezza: “Bene, ora abbiamo finito di fare questa cosa ed è ora che tu dorma, da solo”, come ad esempio il bacio della buona notte, o la carezza, o il rimbocco delle coperte.

Attenzione, deve essere un’azione dopo la quale non si torna a giocare/cantare/leggere, nemmeno se il bambino vi supplica “Ancora una storia, l’ultima ninna nanna, l’ultimo gioco”, se il vostro bambino vi vede sereni nella scelta un po’ alla volta la accetterà e diventerà collaborativo.

Cosa fare se ci sono risvegli notturni frequenti?

Quando si sveglia piangendo non correte immediatamente, ma dalla stanza in cui vi trovate iniziate a tranquillizzarlo, con tono calmo, dite “Arrivo subito tesoro mio”, oppure “La mamma/il papà sta arrivando”, lo preparerete così alle piccole attese, ad un certo punto si tranquillizzerà anche solo sentendo la vostra voce.

Il genitore può tranquillizzare il suo bambino se per esempio si sveglia piangendo, può dargli un piccolo peluches, lasciare una lucina accesa, dare una carezza, proporre di lasciare la porta aperta “Così la mamma e il papà ti possono sentire e possono controllare che non ti succeda niente di spiacevole”. È molto importante che l’adulto faccia sentire a suo figlio che capisce e comprende le sue paure ad ogni risveglio. Ma dopo averlo tranquillizzato, è meglio che torni in camera sua e lasci che il piccolo si riaddormenti da solo. Un po’ alla volta imparerà ad auto-rassicurarsi e così le richieste durante i risvegli diminuiranno gradualmente.

In quali casi è consigliabile un consulto con una Pedagogista?

Spesso chi ha bambini piccoli considera la possibilità di dormire tutta la notte un traguardo irraggiungibile. Se questo pensiero continua a pervadervi nonostante i più svariati tentativi di risoluzione del problema “continui risvegli”, è il caso di rivolgervi ad un Pedagogista.

Oggigiorno ci sono tantissime possibilità per informarsi sul tema della nanna, il rischio però è di ritrovarsi confusi da pareri contrastanti, da teorie che sembrano dire cose esattamente opposte, tanto da arrivare al punto di non sapere più cosa fare.

Il Pedagogista, tamite dei colloqui con voi genitori, vi può aiutare nel raggiungimento di una maggiore consapevolezza rispetto alle pratiche che mettete in atto al momento di andare a dormire, e, analizzando insieme a voi i metodi che utilizzate, vi può indirizzare ad attuare comportamenti che, nel rispetto dei vostri ritmi di vita, portino a raggiungere un sonno che duri tutta la notte.

Dr.ssa Dorella Minelli, Logopedista Titolare Centro Italiano Logopedia

Dr.ssa Nadia Peli, Pedagogista Collaboratore Centro Italiano Logopedia

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Scaricabili tutte le spese sostenute nel 2018 per i disturbi specifici dell’apprendimento (DSA)

Le famiglie che hanno figli con disturbi dell’apprendimento possono portare in detrazione le spese sostenute relative agli strumenti adatti a migliorare dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia. Il provvedimento è inserito nell’ultima legge di Bilancio e prevede le spese sostenute nel 2018, quindi produrrà i suoi effetti nella dichiarazione dei redditi 2019.
La novità maggiore consiste proprio nella percentuale di detrazione del 19% da calcolare sulla spesa intera sostenuta e non sulla misura eccedente la franchigia di 129,11 euro come previsto per le spese mediche generali. Inoltre le spese per i disturbi dell’apprendimento riguardano tutto il ciclo scolastico fino alla scuola secondaria di secondo grado.

Detrazione spese disturbo dell’apprendimento per cosa spetta?
La detrazione spetta per:

– Acquisto di strumenti compensativi e sussidi tecnici/informatici necessari all’apprendimento;
– Uso di strumenti compensativi atti a favorire la comunicazione verbale ed assicurare i ritmi graduali di apprendimento delle lingue straniere.

Indispensabile ai fini di fruizione e riconoscimento dell’agevolazione fiscale, dimostrare e documentare l’utilità della spesa ai fini dell’apprendimento del minorenne/maggiorenne.
A tal fine occorrono i seguenti documenti necessari:
Certificato medico attestante il collegamento funzionale tra i sussidi/strumenti acquistati e il tipo di disturbo diagnosticato;
documento di acquisto o di utilizzo dello strumento.

FONTI e DETTAGLI:

https://www.orizzontescuola.it/scaricabili-tutte-le-spese-sostenute-nel-2018-per-i-disturbi-dellapprendimento/

https://www.guidafisco.it/detrazione-spese-disturbi-apprendimento-cos-e-come-funziona-spetta-2040

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ESAMI TERZA MEDIA NOTA MINISTERIALE N. 7885 DEL 09.05.2018

Nota ministeriale N. 7885 del 09.05.2018 relativa agli esami conclusivi del ciclo scolastico Scuola Secondaria Primo Grado (esami terza media) con indicazioni DAS e BES:

Modalità di svolgimento delle prove scritte per alunni con disabilità, con disturbi specifici dell’apprendimento e con altri bisogni educativi speciali (BES) Il decreto legislativo n. 62/2017 e il decreto ministeriale n. 741/2017, nel fornire indicazioni operative in materia di modalità di svolgimento e di valutazione delle prove di esame, fa esclusivo riferimento ai candidati disabili certificati ai sensi della legge 104/1992 e con disturbo specifico dell’apprendimento certificati ai sensi della legge 170/2010, per i quali possono essere utilizzati specifici strumenti compensativi (utilizzo di supporti didattici, calcolatrice, mappe, ecc) o attivate misure dispensative qualora già previsti rispettivamente nel PEI e nel PDP. Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione 3/3 Per gli alunni con bisogni educativi speciali (BES) che non rientrano nelle tutele della legge n. 104/1992 e della legge n. 170/2010 non sono previste misure dispensative – peraltro non contemplate nemmeno dalla previgente normativa – né gli strumenti compensativi di cui alla nota 3 giugno 2014, n. 3587, superata dal nuovo quadro normativo. Tuttavia, la commissione, in sede di riunione preliminare, nell’individuare gli eventuali strumenti che le alunne e gli alunni possono utilizzare per le prove scritte, potrà prevederne l’uso per tutti gli alunni se funzionali allo svolgimento della prova assegnata.

Puoi leggere la Nota Ministeriale in maniera completa qui:
http://istruzioneer.gov.it/wp-content/uploads/2018/05/MIUR.AOODGOSV.REGISTRO-UFFICIALEU.0007885.09-05-2018.pdf

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Lo sviluppo del linguaggio nel bambino e la dislessia: quali sono i segni precoci nella scuola dell’infanzia?

Abracadabra Cooperativa Sociale Onlus e il Centro Italiano Logopedia Brescia, sono liete di presentare la serata informativa:

“Lo sviluppo del linguaggio nel bambino e dislessia: quali sono i segni precoci nella scuola dell’infanzia”

a cura delle logopediste del centro:

Dottoressa Dorella Minelli e Dottoressa Anna Guerrini

La conferenza sarà un’occasione in cui mettiamo a disposizione la nostra esperienza di logopediste per affrontare un tema spesso sconosciuto sull’evoluzione ritardata o atipica del linguaggio nei bambini e le relative conseguenze sugli apprendimenti scolastici. La serata, è rivolta ai genitori e agli insegnanti avendo un risvolto pratico e fornendo esemplificazioni tratte dalla nostra casistica di bambini, nonché consigli immediatamente fruibili dagli educatori; verrà presentato uno screening del linguaggio e dei prerequisiti alla letto-scrittura (aderente alla normativa 170/2010)  rivolto ai bambini che frequentano la Scuola.

La conferenza si terrà presso la sede della scuola dell’infanzia  Abracadabra di via Nicostrato Castellini 9 a Brescia, il 12 aprile dalle 20,30 alle 22,30. Ingresso libero e gratuito.

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA A : info@asiloabracadabra.it

Abracadabra nido e scuola dell’infanzia
Via Nicostrato Castellini 9, 25123 Brescia
Telefono: 030 45071
Cellulare: 339 1889188
Email: abracadabra.asilo@gmail.com

Iscrivetevi gratuitamente a questo link: https://www.facebook.com/events/1913553365321627

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VALUTAZIONE DEI PREREQUISITI ALLA LETTO-SCRITTURA

Valutazione letto-scrittura

A CHI È RIVOLTO?
A tutti i bambini che a settembre 2018 inizieranno il 1° anno della Scuola Primaria.

PERCHÉ È UTILE FARE UNA VALUTAZIONE DEI PREREQUISITI ALLA LETTO-SCRITTURA?
La valutazione ci permette di capire se il tuo bambino è pronto per l’inserimento alla scuola primaria, avendo le competenze che gli permettono di imparare a leggere e a scrivere in totale benessere scolastico.

IN CHE COSA CONSISTE LA VALUTAZIONE DEI PREREQUISITI ALLA LETTO-SCRITTURA?
Il bambino verrà accolto dalla Logopedista del Centro che, utilizzando dei test specifici, identificherà  il profilo delle competenze del bambino. L’incontro dura un’ora e mezza.

DOPO AVER FATTO I TEST?
La logopedista stende una relazione che verrà inviata ai genitori tramite e-mail.

SE DALLA VALUTAZIONE SI EVIDENZIASSERO DELLE DIFFICOLTÀ?
La famiglia viene contattata dal Centro per un colloquio durante il quale viene consegnata la relazione e spiegate le difficoltà rilevate.

SI POSSONO RISOLVERE LE DIFFICOLTÀ?
Nessuna paura, abbiamo il tempo utile per migliorare le competenze del bambino prima dell’inserimento alla scuola primaria.

QUANTO COSTA?
Per tutto il mese di aprile la valutazione è in promozione al costo di 98 euro invece di 146 euro.

QUANDO È VALIDA LA PROMOZIONE?
Dall’1 al 30 aprile 2018

DOVE VIENE FATTA LA VALUTAZIONE?
Presso il Centro Italiano Logopedia nelle sedi di Brescia, via Bendetto Croce 31
Ghedi (BS), via Trieste 1
Verona, viale Del Lavoro 25/a

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Leggere un libro con il vostro bambino: come stimolare il linguaggio e il piacere della lettura attraverso la lettura condivisa

Il CENTRO ITALIANO LOGOPEDIA promuove il CORSO

Leggere un libro con il vostro bambino: come stimolare il linguaggio e il piacere della lettura attraverso la lettura condivisa

A CHI È RIVOLTO

Ai genitori di bambini di 2-3 anni

DESCRIZIONE

Il 1° e il 2° incontro è rivolto ai genitori con l’obiettivo di condividere l’importanza della lettura condivisa con il proprio bambino, risorsa fondamentale per il suo sviluppo cognitivo, emotivo, comunicativo e linguistico, in cui verranno presentate tecniche e modalità con cui avvicinare i bambini alla lettura e utili strategie per stimolare la curiosità, la comprensione e la produzione verbale dei piccoli lettori.

Il 3° incontro è rivolto ai genitori e bambini con l’obiettivo di sperimentare in modo diretto le tecniche e le strategie apprese nei primi due incontri, con la partecipazione dei veri protagonisti, i vostri bambini.

PROGRAMMA

8 Maggio 2018 Ore 18.45 La lettura condivisa ed i suoi benefici – Dr.ssa Elisa Lancini Logopedista

15 Maggio 2018 Ore 18.45 Tecniche di approccio e strategie per una lettura efficace – Dr.ssa Elisa Lancini Logopedista

22 Maggio 2018 Ore 10.00  Mettiamoci in gioco: laboratorio pratico di lettura condivisa con i bambini – Dr.ssa Elisa Lancini Logopedista, Dr.ssa Annalisa Ventimiglia Pedagogista

COSTI E ISCRIZIONE

Il corso ha un costo di 70 euro.

Le iscrizioni sono da effettuarsi tramite contatto telefonico al 339 1496319.

Il corso partirà solo con almeno 5 iscrizioni.

SEDE DEL CORSO

Centro Italiano Logopedia

Via Benedetto Croce, 31 Brescia

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Esami di terza media: come saranno per gli alunni disabili e con DSA?

Per gli alunni disabili e con disturbi specifici dell’apprendimento, come si svolgeranno le prove d’esame? Iniziamo dal D.Lgs 62/2017.

Alunni Disabili

Le alunne e gli alunni con disabilità partecipano alle prove
standardizzate di cui agli articoli 4 e 7, ovvero le prove Invasi. Il consiglio di classe o i docenti contitolari della classe possono prevedere adeguate misure compensative o dispensative per lo svolgimento delle prove e, nel caso non fossero sufficienti, predisporre specifici adattamenti della prova o addirittura l’esonero della prova.

Altro aspetto importante è che gli alunni con disabilità sostengono le prove di esame al termine del primo ciclo di istruzione con l’uso di attrezzature tecniche e sussidi didattici, nonché sono autorizzati all’uso di ogni altra forma di ausilio tecnico loro necessario, utilizzato nel corso dell’anno scolastico per l’attuazione del piano educativo individualizzato.

Alle alunne e agli alunni con disabilita’ che non si presentano agli esami viene rilasciato un attestato di credito formativo.

Alunni con DSA

Per le alunne e gli alunni con disturbi specifici di apprendimento (DSA) certificati ai sensi della legge 8 ottobre 2010, n. 170, la valutazione degli apprendimenti, incluse l’ammissione e la partecipazione all’esame finale del primo ciclo di istruzione, sono coerenti con il piano didattico personalizzato (PDP) predisposto nella scuola primaria dai docenti contitolari della classe e nella scuola secondaria di primo grado dal consiglio di classe.

Per la valutazione delle alunne e degli alunni con DSA le scuole adottano modalità che consentono all’alunno di dimostrare effettivamente il livello di apprendimento conseguito, mediante l’applicazione delle misure dispensative e degli strumenti compensativi indicati nel piano didattico personalizzato.

Gli alunni con certificazione di disturbo specifico di apprendimento in cui si prevede la dispensa dalla prova scritta di lingua straniera, in sede di esame di Stato, la sottocommissione stabilisce modalità e contenuti della prova orale sostitutiva della prova scritta di lingua straniera.

Le alunne e gli alunni con DSA partecipano alle prove standardizzate di cui all’articolo 4 e 7, ovvero le Prove Invalsi. Per lo svolgimento di queste prove, il consiglio di classe può disporre adeguati strumenti compensativi coerenti con il piano didattico
personalizzato. Le alunne e gli alunni con DSA dispensati dalla prova scritta di lingua straniera o esonerati dall’insegnamento della lingua straniera non sostengono la prova nazionale di lingua inglese.

Fonte e approfondimenti: www.tecnicadellascuola.it

 

Classe scuola

INVALSI 2018: le novità per alunni disabili, DSA e certificazione competenze

L’art. 7 del D.Lgs 62/2017 prevede importanti novità per le prove INVALSI a conclusione del primo ciclo d’istruzione.

Le novità riguardano l’introduzione della prova di inglese, la tipologia di somministrazione computer based (CBT) e il periodo di svolgimento (finestre di somministrazione) che va dal 4 aprile 2018 al 21 aprile 2018.

Altra modifica riguarda la durata delle prove, 90 minuti ciascuna contro i 75 delle prove di italiano e matematica degli anni scorsi.

Inoltre, la correzione delle domande, sia aperte che chiuse, è totalmente centralizzata e non è richiesto alcun intervento da parte dei docenti, così come la trasmissione dei dati all’INVALSI sarà automatica.

L’art. 11, c.4 del D.lgs 62/2017 e la Nota MIUR 1865 del 10/10/2017 dicono che “le alunne e gli alunni con disabilità partecipano alle prove standardizzate di cui agli articoli 4 e 7. Il consiglio di classe o i docenti contitolari della classe possono prevedere adeguate misure compensative o dispensative per lo svolgimento delle prove e, ove non fossero sufficienti, predisporre specifici adattamenti della prova ovvero l’esonero della prova”.

Pertanto, per le prove di italiano e matematica possono essere adottate, se previsto dal PEI delle misure compensative:

  • tempo aggiuntivo (fino a 15 min. per prova),
  • ingrandimento;
  • dizionario;
  • calcolatrice (disponibile anche sulla piattaforma per la somministrazione CBT delle prove INVALSI);
  • lettura della prova in formato di file audio per l’ascolto individuale della prova;
  • Braille;
  • adattamento prova per alunni sordi (formato word).

o delle misure dispensative:

  • dispensa da una o più prove (Italiano, Matematica).

Per la prova di inglese possono essere adottate, se previsto dal PEI, delle misure compensative:

  • tempo aggiuntivo (fino a 15 min. per la prova direading e un terzo ascolto per la prova di listening).

o delle misure dispensative:

  • dispensa dall’intera prova, o da una delle due parti (reading olistening).

Facendo sempre riferimento all’articolo e alla nota Miur di cui sopra, anche gli allievi con DSA svolgono le prove INVALSI, inclusa quella d’Inglese.

Se previsto dal PDP, possono essere adottate delle misure compensative:

  • tempo aggiuntivo (fino a 15 min. per le prove di italiano e matematica e fino a 15 min. per la prova direading e un terzo ascolto per la prova di listening);
  • dizionario;
  • calcolatrice (disponibile anche sulla piattaforma per la somministrazione CBT delle prove INVALSI);
  • lettura della prova in formato di file audio per l’ascolto individuale della prova;

o delle misure dispensative:

  • dispensa dalla prova d’Inglese (intera prova, o una delle due parti –reading o listening-).

E’ importante sottolineare che per le alunne e gli alunni con DSA la partecipazione alle prove INVALSI è requisito d’ammissione all’Esame di Stato.

Fonte: www.orizzontescuola.it