Femminilizzazione vocale per donne transgender

Transgender

Dopo aver terminato il percorso di impostazione vocale con il Logopedista il Centro Italiano Logopedia propone l’allenamento vocale con l’obiettivo di mediare l’uso della propria voce con l’esterno.

Quali sono le possibilità per ottenere una voce femminile?

Ci sono al momento due possibilità per il raggiungimento di una voce femminile. La logopedia può guidare il cambiamento vocale e il modo di parlare delle donne trans, rendendolo più femminile e naturale in modo poco invasivo. Si tratta di impostare la voce in modo diverso, di modificare la postura degli organi, le labbra, la lingua, la mandibola, e il funzionamento dei vari muscoli. L’altra possibilità è la chirurgia, che agisce direttamente sulle corde vocali, modificandole strutturalmente per rendere il tono più acuto; la paziente a quel punto dovrà riabilitare con il logopedista la funzione fonatoria e rivedere alcuni atteggiamenti vocali e verbali che aiuteranno ulteriormente l’espressione femminile.

I percorsi “fai da te” possono aiutare?

Esistono numerosi tutorial in rete o corsi da autodidatti proposti da attori, persone trans e logopedisti stessi. Le informazioni trasmesse sono perlopiù corrette, raccontano delle proprie esperienze, di tecniche che comportano cambiamenti della voce. Tuttavia è sconsigliabile affidarsi a tali video, se non per curiosità e interesse, poiché privano di proposte a misura del singolo individuo, mancano di interattività, del feedback su ciò che va bene o meno e, non ultimo, possono mettere a rischio la salute della voce. In sintesi, non sono mai completi per affrontare un cambiamento dalle molte sfaccettature come può essere quello della voce.

Quali sono i presupposti per la femminilizzazione della voce?

Per aiutare la femminilizzazione della voce è fondamentale che tutte le strutture che ne regolano l’espressione (la bocca, i denti, la lingua, la gola, la laringe, le corde vocali, i polmoni, la gabbia toracica, i muscoli del torace, dell’addome, il diaframma) siano in salute.

Quali sono gli accorgimenti generali per preservare la salute vocale?

  • ridurre o eliminare il fumo
  • ridurre o eliminare l’alcool e la caffeina
  • bere acqua, sorseggiandola, e curare il grado di umidità ambientale
  • curare il reflusso gastroesofageo
  • evitare l’abuso vocale
  • riposare la voce al bisogno

In particolare l’utilizzo improprio della voce, come può avvenire nei tentativi autonomi di femminilizzazione, può causare l’insorgenza di danni gravi, su cui non resterà che intervenire medicalmente. È importante perciò conoscere e riconoscere quando li si accusano, i segni di discomfort vocale: difficoltà di deglutizione, voce instabile, affaticata, limitazioni del range tonale (voce monotona), raucedine o dolore alla gola. Qualora il sintomo vocale si protragga per più di dieci giorni, è indicato consultare un medico specializzato (foniatra od otorinolaringoiatra).

Tratto vocale donna e uomo

Quali sono gli aspetti su cui agire per rendere la voce più femminile?

È un errore comune considerare il tono, ossia quanto grave o acuta sia la propria voce di partenza, come unico e principale fattore su cui agire per ottenere una voce più femminile. Nella maggior parte dei casi alzare la voce in termini di tono, rendendolo più acuto, produce un effetto sgradevole: una voce in falsetto, una caricatura simile a quella di Topolino e che sicuramente non consentirà di intuire l’essere donna.

Ci sono molte donne trans che, pur partendo da una voce grave e che fatica a raggiungere note alte, riescono con la logopedia ad ottenere una voce percepita dagli ascoltatori come propria di una donna biologica.

Questo perché oltre al tono, con la logopedia si lavora su vari aspetti, che nell’insieme producono buoni risultati. Uno di questi è la risonanza: cambiando la postura di alcune strutture dell’apparato fonatorio, in modo da renderlo anatomicamente più simile a quello femminile, il suono risulterà chiaro e brillante. Non solo, a decidere una “voce donna” è anche l’andamento intonativo di ciò che si dice, il modo in cui si articolano le parole, la qualità della voce, alcuni aspetti non verbali, quali il vocabolario, le espressioni emotive, il contatto oculare, le espressioni facciali, i gesti, la postura, il tocco…un mondo, il mondo verbale e non verbale femminile.

Oltre alla parola….

Oltre al parlato, la voce viene coinvolta in altri momenti, come nello schiarire la voce o nella risata. Perché le persone non “si incuriosiscano”, anche questi aspetti sono da modificare. Una risata femminile può essere ottenuta con voce più acuta, estendendo le labbra come in un sorriso, producendo un suono pacato con la vocale /a/.

Un aspetto inoltre in cui la voce resta un “vero problema” è il telefono, dove immancabilmente capita, nonostante gli sforzi, di essere scambiati per “signori” e di dover rispondere alla richiesta: “Cercavo la moglie, me la può passare?”. Per quest’aspetto può essere utile in prima battuta salutare in falsetto (il falsetto non risulta naturale se usato abitualmente, ma è normale utilizzarlo ad esempio nelle situazioni di felicità, entusiasmo e sorpresa), presentarsi subito con nome femminile e muoversi: inclinare la testa da una parte, innalzare la spalla torcendo un po’ il busto.

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Da dove inizia il lavoro di rieducazione vocale?

Solitamente il percorso logopedico di femminilizzazione vocale parte dal considerare il tipo e il modo di respirazione abituale, che al meglio dovrebbe coinvolgere il diaframma, muscolo orizzontale posto al di sotto dei polmoni. Proponiamo a tal proposito un esercizio da praticare per qualche minuto al giorno, in posizione seduta, con il tronco allineato e allungato, come ad essere sollevate da un filo attaccato alla testa, tenendo le spalle rilassate:

  1. porre una mano sul petto e l’altra sullo stomaco;
  2. inspirare l’aria dal naso e gonfiare la pancia (fare attenzione che il petto non si muova). Immaginare una candela di fronte a sé;
  3. far rientrare la pancia ed espirare dalla bocca per 3 secondi come si stesse soffiando sulla candela (fare attenzione anche qui che il petto non si muova).

Riportiamo inoltre qualche esercizio di base utile per allenare la flessibilità della voce, in modo da aiutarla a raggiungere con più facilità note acute:

  • far vibrare le labbra per 10 minuti come per imitare il suono di un motore (metterle a contatto e soffiare aria tra le stesse);
  • modulare il tono della voce come la sirena dell’ambulanza durante la vibrazione delle labbra;
  • imitare i tre esercizi proposti dal dott. Titze nel video riportato, per un totale di 5 minuti:


Perché intraprendere un percorso logopedico?

Nell’intraprendere un percorso logopedico, la respirazione e la flessibilità vocale sopracitati sono aspetti di partenza. Non tutte necessitano però di passare da qui. Uno dei punti forti del percorso logopedico è infatti la proposta di progetti su misura, dove gli specifici obiettivi vengono convenuti insieme ad inizio percorso, mettendo in luce in particolare i punti deboli, che allontanano dal passare completamente come donna. Un altro punto forte con cui la logopedia per la voce si propone presso il Centro Italiano Logopedia è il divertimento che passa dallo sperimentare le possibilità della propria voce, ma anche la grinta che richiede di mettere in gioco, la perseveranza data dall’impegno e dalla motivazione a raggiungere un traguardo sì faticoso, ma tanto gratificante.

Dopo aver terminato il percorso di impostazione vocale con il Logopedista il Centro Italiano Logopedia propone l’allenamento vocale con l’obiettivo di mediare l’uso della propria voce con l’esterno.

Chi se ne occupa al Centro?
Il partner comunicativo è una donna che ha fatto un percorso di transizione e che, avendo a sua volta, già fatto il trattamento logopedico, e avendo maturato anche per sua passione una buona consapevolezza della voce propria e degli altri, può capire le difficoltà e dare delle indicazioni mirate per l’uso quotidiano della voce in tutti i contesti.

Quale è l’obiettivo?
La figura del partner comunicativo ha un ruolo importante per imparare ad utilizzare la propria voce in un continuum rispetto alle esigenze quotidiane proponendo la propria esperienza rispetto alla gradualità d’uso della voce nei vari contesti di vita.

Quando interviene il partner comunicativo?
Al termine del percorso di femminilizzazione con la Logopedista, quando la voce è stata impostata ed è necessario l’applicazione guidata nel contesto di tutti i giorni.

“Vorrei una voce il più femminile possibile, che mi piaccia, che mi faccia sentire bene e a posto con me stessa”. Questo è il desiderio espresso da diverse donne transgender che si sono rivolte al Centro Italiano Logopedia. Trovano che la propria voce maschile resti “il cruccio”, un importante fattore che influenza la percezione degli altri, che osservando una difformità tra un aspetto fisico femminile e una voce maschile, si incuriosiscono. Per alcune la questione vocale, non essendo raggiunta dalla cura ormonale, è vissuta come l’ostacolo maggiore alla transizione. Sperano in “un miracolo” che le possa aiutare.

Logopedista Dr.ssa Dorella Minelli, Centro Italiano Logopedia
Logopedista Dr.ssa Anna Guerrini, Centro Italiano Logopedia