La lettura con i bambini piccoli: stimolare il linguaggio attraverso la lettura condivisa

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La lettura condivisa è un’attività di lettura ad alta voce in cui partecipano i genitori insieme al proprio bambino, utilizzando uno strumento che accompagnerà il bambino nel corso della vita: il libro.

Perché è importante che un bambino fin da piccolo condivida la lettura con i suoi genitori?
La lettura condivisa offre numerosi spunti per stimolare l’apprendimento del bambino sotto tutti i punti di vista: favorisce lo sviluppo comunicativo – linguistico e cognitivo così come l’attenzione condivisa, prerequisito per ogni tipo di gioco e attività interattiva. In particolare a livello linguistico l’ascolto di una storia tramite la lettura di un libro fin dai primi mesi di vita stimola la comprensione verbale e permette di apprendere le prime parole in modo naturale.
Inoltre, coinvolgere fin da piccolo un bambino nella lettura condivisa permette di costruire una buona relazione, basata sullo scambio di emozioni, sull’interazione e sull’affetto.

C’è un’età consigliata per iniziare questo tipo di percorso insieme?
La lettura condivisa dalla coppia genitore-bambino è un momento che può essere ritagliato nella vita di tutti i giorni fin dai primi mesi di vita. È una routine da svolgere fin dalla precoce età, volta a condurre il bambino a chiedere spontaneamente di leggere ai genitori.
Per fare questo è necessario individuare un momento della giornata tranquillo e sereno, dove né il genitore né il bambino siano stanchi, in un ambiente privo di distrazioni.

Quale posizione assumere per facilitare la lettura condivisa?
La lettura ad alta voce di un libro per bambini richiede alcune accortezze, per permettere al bambino di apprendere nel modo più naturale possibile.
È molto importante la scelta del libro da proporre, che deve basarsi sugli interessi del bambino. Durante la lettura è bene porsi in una posizione che faciliti lo scambio di sguardo tra l’adulto e il bambino e la visione del libro da parte di entrambi, quindi le posizioni più consigliate sono quella faccia a faccia, seduti uno di fianco all’altro o sdraiati con la pancia a terra oppure seduti al tavolino uno di fianco all’altro, con uno spazio agevole per girare il capo e scambiarsi contatto oculare e pensieri.
Può essere utile adoperare per un periodo di tempo lo stesso libro, questo perché si favorisce la memorizzazione di nuove parole nei bambini piccoli e si stimolano la prevedibilità e l’anticipazione delle azioni e la costruzione di una sequenza temporale nei bambini più grandi, già in grado di costruire frasi semplici.

Come si legge un libro con un bambino piccolo?
Inizialmente è possibile che il bambino giochi con il libro, tenti di mangiarlo o mostri difficoltà nel suo utilizzo, gradualmente il genitore può mostrargli come girare le pagine e come leggerlo, ricorrendo a tecniche di coinvolgimento interessanti e piacevoli, come l’uso di oggetti o pupazzetti per rendere attiva la storia, o enfatizzando le parole più importanti.
Per rendere possibile l’avvio di una conversazione, l’adulto può introdurre la lettura in modo lento e tranquillo, per poi attendere osservando il bambino, le sue reazioni e un’eventuale presa di turno, segno di disponibilità al dialogo. Il genitore può anche fare domande al bambino, che non siano però formulate per metterlo in difficoltà, ma che siano invece scelte sulla base delle abilità del piccolo lettore: un bambino che sta imparando le prime parole necessiterà di domande a scelta multipla, mentre un bambino con una buona comprensione ed un vocabolario ampio sarà pronto a rispondere anche a domande aperte.
Durante la lettura è importante coinvolgere ogni senso, dal tatto con lo sfoglio delle pagine e l’utilizzo di pupazzetti concreti, all’udito mediante l’utilizzo di libri sonori con i quali favorire l’imitazione dei suoni della vita quotidiana, fino al ricorso alla mimica facciale, con espressioni del viso che simulino le emozioni descritte nel libro.

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Quali libri utilizzare per la lettura condivisa?
I libri utilizzabili per la lettura condivisa tra genitore e bambino sono diversi a seconda dell’età del bambino.
Per i bambini di età compresa tra 6 e 12 mesi risultano accattivanti i libri sensoriali, che permettono lo sviluppo dell’esplorazione e dell’attenzione condivisa, e sono utili anche per quei bambini che a 18 mesi mostrano un ritardo nell’emergere del linguaggio. Tra questi, il Centro Italiano Logopedia, propone la collana dei libri “Tocca e senti”, che stimolano l’udito e la percezione dei suoni della vita quotidiana, stimolano il senso del tatto con l’analisi di diverse consistenze e diversi materiali.
Tra i 12 e i 18 mesi di vita sono consigliabili libri di ampliamento del vocabolario lessicale, costituiti da poche immagini per pagina corredate dalla loro etichetta lessicale, utili per sviluppare la comprensione e la produzione di singole parole.
Per i bambini di età compresa tra 18 e 24 mesi sono utili i libri descrittivi, che presentano esperienze e routine quotidiane in modo semplice, favorendo la costruzione di un’organizzazione temporale e la combinazione di parole per raccontare cosa fa il bambino durante il giorno. Tra questi risultano interessanti i libri della collana “Spotty Libri Magici”. I libri che descrivono situazioni di vita quotidiana permettono al bambino di affrontare situazioni mai vissute in modo sereno e senza paura, come per esempio una prima visita dal medico o l’utilizzo del vasino.
Infine, per i bambini più grandi, a partire dai 2 anni, è importante utilizzare libri che raccontino una storia, che abbia un inizio, uno svolgimento ed una fine, in modo da stimolare il gioco simbolico, l’organizzazione temporale delle informazioni, lo sviluppo della logica e la costruzione di frasi complete, unitamente al potenziamento della comprensione delle emozioni e del significato delle azioni. Libri di questo tipo sono quelli che narrano le fiabe più comuni in una modalità animata.

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Esistono delle strategie per i bambini poco interessati alla lettura?
Inizialmente sarà normale che la durata della lettura duri pochi minuti e il bambino può non essere interessato ai libri, come può sfogliarne alcune pagine e poi tornare ai suoi giochi.
Allora diventa essenziale coinvolgere il bambino seguendo i suoi interessi e scegliendo libri che potrebbero catturare la sua attenzione rispetto ad altri, in modo da aumentare gradualmente il tempo dedicato alla lettura.
Il modo migliore per avvicinare il bambino alla lettura è rendere il momento più interattivo e divertente possibile. Questo può essere fatto drammatizzando la storia, rendendola reale e coinvolgente, affiancando l’utilizzo di marionette o dei peluches preferiti, imitando i suoni del racconto e aumentando le espressioni del volto.
Se un bambino, per esempio, ama il gioco delle macchinine, si potrebbe partire da un libro che ne parli attraverso illustrazioni, ponendosi come obiettivo l’apprendimento dei colori e del suono onomatopeico corrispondente. Per i lettori più grandi, si possono utilizzare brevi racconti come “Cars”.
Una bambina che adora le principesse, può essere avvicinata alla lettura di un libro a tema, utilizzando una sua bambola, disposta ad ascoltare la storia con lei.

Che cosa propone il Centro Italiano Logopedia?
Il bambino viene avvicinato alla lettura anche durante le sedute di riabilitazione del linguaggio proponendo dei veri e propri percorsi specifici di lettura condivisa.

Durante la lettura di un libro è possibile utilizzare due tecniche fondamentali per sostenere l’apprendimento del bambino: la stimolazione focalizzata e l’espansione.
La stimolazione focalizzata si basa sull’utilizzo per 3 volte consecutive di una parola target assente dal vocabolario del bambino e scelta in precedenza, enfatizzandola durante la lettura di un libro che la contenga. La parola scelta deve essere semplice, ma risultare interessante per il piccolo, e va prima prodotta isolatamente in riferimento al testo, e le restanti due volte va inserita in brevi frasi che la contestualizzino.
Per esempio, se nel vocabolario del bambino è assente la parola /cane/, leggendo il libro Spotty va a nanna della collana Spotty, la prima volta verrà enfatizzata la parola scelta (/cane/), mentre le due successive verrà inserita in brevi frasi (/il cane dorme/;/il cane dorme nella cuccia/).

L’espansione, invece, è una tecnica di modellamento che si fonda sulla produzione del bambino nel corso della lettura; il genitore riprende la parola prodotta dal bambino come commento ad una figura del libro e la inserisce in una breve frase, che amplia ed espande la produzione del piccolo, stimolandolo a costruire frasi sempre più complete.
Per esempio se il bambino osservando un libro di animali vede un pulcino che si avvicina alla chioccia e commenta con /Pio mamma/, il genitore potrebbe espanderne l’affermazione confermando quanto detto dal piccolo e inserendo gli elementi grammaticali necessari: /Sì, Pio il pulcino va dalla sua mamma/.

Quando il Centro Italiano Logopedia consiglia di intraprendere un percorso di lettura condivisa?
Il Centro Italiano Logopedia ritiene talmente importante l’aspetto della lettura condivisa, che al primo colloquio conoscitivo viene sempre chiesto ai genitori se nelle loro routine è presente un momento di lettura quotidiano e quanto il bambino vi sia interessato.
Un percorso specifico di lettura condivisa è consigliato in particolar modo ai genitori di bambini di età compresa tra 2 e 4 anni, che presentano un disturbo di linguaggio, che sia solo espressivo o che coinvolga anche l’ambito ricettivo, di comprensione verbale. In questo modo i genitori vengono resi partecipi della riabilitazione del proprio bambino e diventano attori principali del suo sviluppo comunicativo. È fondamentale che il genitore si senta coinvolto dalla logopedista, perché è lo stile comunicativo del genitore stesso che riveste un ruolo importante nello sviluppo delle abilità relazionali, comunicative e linguistiche del proprio figlio, che lo utilizzerà come modello.

Dott.ssa Dorella Minelli Logopedista – Titolare Centro Italiano Logopedia
Dott.ssa Elisa Lancini, Logopedista – Collaboratrice Centro Italiano Logopedia