teacher-setting-example_23-2147885333

Prerequisiti alla letto-scrittura: perché è importante potenziarli dopo il Covid-19?

Perché è importante in questo periodo parlare di potenziamento dei prerequisiti alla letto-scrittura?
La fase Covid 1 e 2 con la chiusura anticipata delle scuole materne non ha permesso la stimolazione dei prerequisiti alla letto-scrittura, attività che vengono svolte soprattutto negli ultimi mesi del 3° anno della scuola materna. Per cui è probabile che i bambini di questa età non siano effettivamente pronti ad accedere alla scuola primaria.

Che cosa sono i prerequisiti alla letto-scrittura?
Gli studi ci dicono che già in età prescolare i bambini cominciano a sviluppare delle conoscenze più o meno raffinate riguardo alla lingua scritta, in particolare sviuppano quelli che sono i prerequisiti alla letto-scrittura, cioè un insieme di abilità cognitive strettamente correlate all’attenzione, alla motivazione e agli aspetti motori che permettono ad un bambino di evolvere poi verso un apprendimento formale della lettura, della scrittura e del calcolo.

Cosa deve saper fare un bambino prima di imparare a leggere e a scrivere?
Il bambino deve avere ben sviluppata la competenza meta fonologica che gli permette di percepire a livello uditivo una parola nelle sue componenti più elementari che sono i suoni e le sillabe. Questa abilità gli permette a scuola di imparare ad apprendere proprio la lettura e la scrittura, perchè per leggere e scrivere le parole deve manipolare i suoni che le compongono. Per esempio un bambino deve saper dire che la parola /casa/ è costituita da /c/ /a/ /s/ /a/ (suoni detti distintamente-capacità di sintesi fonemica) oppure al contrario deve saper dire che /c/ /a/ /s/ /a/ corrisponda alla parola /casa/ (parola detta per intero- capacità di fusione fonemica). Oppure deve saper dire che la parola /casa/ è formata da /ca/ /sa/ (capacità di sintesi sillabica) e che /ca/ /sa/ corrispone alla parola /casa/ (capacità di fusione sillabica).

Altro prerequisito è la discriminazione visiva il bambino anche in questo caso deve sapere manipolare mentalmente le immagini sapendole discriminare nella loro forma , nella loro posizione e orientamento nello spazio. Questo perchè ogni lettera e ogni numero, che il bambino imparerà a scrivere a scuola, ha una forma unica. Molte lettere e numeri hanno aspetti simili – come B, P e R, per esempio, o 6 e 9 o 1 e 7. Una buona capacità di discriminazione visiva è necessaria per essere in grado di distinguere le differenze fra lettere, numeri e parole.

Un altro ruolo importante dei prerequisiti è la memoria fonologica a breve termine, quella capacità che permette al bambino di tenere proprio nella memoria i suoni/sillabe. La memoria fonologica svolge un ruolo importantissimo nell’acquisizione della scrittura. Il bambino deve ricordarsi che un determinato segno grafico corrisponde ad una lettera (se vede scritto A il bambino deve recuperare nella sua memoria che quel grafema corrisponde ad un suono che è proprio /a/). Inoltre svolge un ruolo fondamentale nell’imparare a leggere le parole (la memoria in questo caso favorisce la fusione sillabica, perchè per leggere una parola devo unire le sillabe, ma per unirle devo ricordarmi la sillaba letta in precedenza).

Anche la coordinazione oculo-manuale non è da sotttovalutare, perchè permette al bambino di coordinare il movimento dell’occhio con quello della mano quando scrive. Questa abilità favorisce il bambino a mettere in atto una buona impugnatura della penna con una grafia leggibile e fluida.

creches-1160x750-min-1_2

Il disagio emotivo dei bambini piccoli al tempo del Covid – 19 e l’intervento psicomotorio

Cosa ci dicono i dati
La Società Italiana delle Cure Primarie Pediatriche (SICUPP) riferisce che il 98% dei pediatri di famiglia segnala nell’ultimo periodo un aumento di comportamenti problematici nei bambini. Nel 20% dei casi si rileva in tutte le età, nel restante 80% solo in preadolescenti e adolescenti

I bambini come manifestano il loro malessere?
I genitori riferiscono che i più piccoli sono diventati impauriti e “appiccicosi” con una continua richiesta di attenzioni. Si palesano comportamenti di collera con urla, scoppi di rabbia e aggressività verbale e/o fisica verso oggetti, persone, ma anche verso sé stessi oppure al contrario si manifestano comportamenti di eccessiva tranquillità una specie di congelamento emotivo
Oppure bambini che manifestano episodi di pianto inconsolabile, inappetenza, perdita di interesse verso i giochi che abitualmente facevano. Spesso disturbi del sonno con lamentele nella fase dell’addormentamento o risvegli notturni o incubi che spesso regrediscono se il genitore affianca il bambino nel sonno.
Riguardo al gioco, i bambini sono tornati a giocare con giochi che avevano da tempo abbandonato (perché “da piccoli”) e a svolgere l’attività ludica in modo solitario, evitando l’inclusione e la ricerca dell’altro.

Perché tutto questo? Il periodo delle incertezze
Nel periodo della pandemia da Covid 19 inizialmente il rimanere a casa è stato vissuto dai bambini come una sorta di vacanza dai vari impegni che si è trasformata ben presto in una vera e propria reclusione.
Gli adulti si sono trovati costretti a lavorare da casa, in un ambiente poco adeguato alla concentrazione necessaria per portare a termine il lavoro con una persistente ansia e talvolta angoscia per l’incertezza futura della famiglia. In uno stato di allarmismo generale lo stress genitoriale è aumentato e di conseguenza anche l’ansia dei più piccoli.
Dalla routine quotidiana caratterizzata dalla frenesia della scuola, dal pomeriggio con i nonni, dal ritorno a casa e dai cartoni serali che precedono il momento del sonno, si è passati ad uno stravolgimento delle abitudini famigliari. I bambini si sono trovati improvvisamente a non potersi confrontare con i pari, a limitare le loro interazioni, giocare sempre più spesso da soli, in un ambiente limitato e talvolta non adeguato alle loro esigenze.
Gli studi ci dicono che durante i primi 3 anni di vita i bambini non hanno ancora sviluppato una memoria esplicita, ma ricordano le sensazioni legate a esperienze sensoriali ed emotive immagazzinandole in una memoria definita corporea. Inoltre i bambini fanno ricorso alla reazione degli adulti di riferimento per interpretare ciò che non riescono a comprendere, di conseguenza i genitori sono veri e propri mediatori emotivi ed affettivi delle esperienze traumatiche dei bambini. In questa situazione di pandemia lo stress dei genitori è diventato l’ansia dei bambini.
Allo stesso modo anche i bambini di età compresa fra i 3 e i 5 anni sono in fase di completamento della maturazione emotiva. La costruzione di legami stabili con gli insegnanti e il confronto costante con i pari sono il motore di sviluppo di tali acquisizioni. La pandemia ha portato la chiusura improvvisa delle scuole e il distacco dai legami scolastici è stato drastico. Nessun percorso di preparazione, ma solo pochi saluti affrettati senza spiegazioni concrete ha fatto percepire ai bambini la separazione come un abbandono che generalmente genera angoscia e senso di colpa.

Che cosa possiamo fare?
Per supportare i bambini nell’elaborazione della sofferenza emotiva e limitare rischi di comparsa di patologie future la psicomotricità è l’attività più indicata. L’obiettivo è di far vivere e/o rivivere al bambino gli stati emotivi faticosi attraverso la migliore modalità comunicativa propria dei bambini, ovvero il gioco.
Lo psicomotricista è in grado di entrare in relazione con il bambino e offrirgli uno spazio dedicato all’esplorazione e all’espressione del sé, cioè del suo stato emotivo – relazionale.
Attraverso l’utilizzo del corpo, del movimento e del gioco si può arrivare a condividere con il bambino il suo essere. Di conseguenza l’espressione del disagio può essere analizzata come un bisogno ed è compito dello psicomotricista riceverlo, accoglierlo ed elaborarlo.

Schermata 2018-03-05 alle 11.31.06

IL CENTRO RIAPRE IL 4 MAGGIO 2020

Gentili famiglie e pazienti

IL CENTRO RIAPRE IL 4 MAGGIO 2020

Seguendo la regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro, il Centro attiva queste procedure.

Modalità di accesso al Centro

  • il paziente e l’accompagnatore non devono presentare sintomi di influenza, temperatura di 37° o oltre, provenienza da zone a rischio o contatto con persone positive al virus nei 14 giorni precedenti, etc
  • il pazienteviene accompagnato da una SOLA persona
  • il paziente e l’accompagnatore indossano mascherina che corrisponda alle indicazioni dell’autorità sanitaria
  • non presentarsi con largo anticipo o in ritardo per evitare sovrapposizioni in sala d’attesa
  • in tutto il Centro è presente solo il professionista che segue il paziente

Dispositivi di protezione dei professionisti

  • i professionisti indossano guanti e mascherina e se necessario il camice monouso

Precauzioni igieniche

  • viene effettuata l’igienizzazione della stanza utilizzata, degli oggetti, delle superfici e della sala d’attesa
  • sono disponibili dispenser per l’igienizzazione delle mani

IN CONSIDERAZIONE DELLE DISPOSIZIONI PER RIDURRE LA DIFFUSIONE DEL VIRUS COVID SI CONSIGLIA, DOVE POSSIBILE, LA MODALITA’ SKYPE.

E’ possibile fissare un appuntamento al numero del Centro 3913968725

il lunedì-mercoledi-venerdi dalle 13.00 alle 15.00.

Grazie per la comprensione

 Dr.ssa Dorella Minelli

mother-child-play-floor-nursery-mom-little-baby-boy-are-doing-with-plastic-colorful-toys_73683-1063

Nuovi servizi a domicilio per la Fase 2

Il Centro Italiano Logopedia, seguendo le direttive ministeriali relative alla Fase 2 dell’emergenza sanitaria, propone servizi a domicilio nelle fasce orarie necessarie ai genitori che lavorano, garantendo il protocollo di sicurezza e offrendo personale altamente qualificato.
Il Centro può dichiarare il proprio servizio per la richiesta del bonus baby sitter di 600/1000 euro (a seconda della professione del genitore).

Baby sitter: per i bambini fino ai 4 anni offre un servizio di accudimento e intrattenimento con attività ludico didattico per lo sviluppo linguistico e cognitivo.

Baby sitter e tutor didattico: per i bambini all’ultmo anno della scuola materna offre un servizio di accudimento, intrattenimento e di potenziamento per i prerequisiti alla letto-scrittura.

Baby sitter e aiuto compiti: per i bambini della scuola primaria e secondaria di 1° grado offre un servizio di accudimento e di aiuto compiti con didattica personalizzata.

Per ulteriori informazioni:
info@centroitalianologopedia.it
339.1496319